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La prima scena sentimentale sotto la volta di un cielo stellato
nella storia dell’arte occidentale

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Il Cavaliere Souré e la sua consorte

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Cripta di S. Michele Arcangelo

italianoLa cripta

La cripta è allocata presso la masseria “Monaci” a sud-est di Copertino. La struttura risale al 1314, epoca in cui regnava Roberto D’Angiò e il casale di Copertino faceva ancora parte dell’area ellenofona salentina. Come si evince dall’iscrizione dedicatoria posta al suo interno e rilevata per la prima volta nel 1982 dallo studioso Andrè Jacob, questa laura fu costruita per “devozione del cavaliere Sourè, di sua moglie e dei suoi figli”e fatta affrescare “dalla mano di Nicola e di suo figlio Demetrio da Soleto”.
La costruzione dell’ipogeo, avvenuta due secoli dopo la persecuzione iconoclasta, dovette assolvere non solo funzioni cultuali, ma anche quelli di sicurezza in epoca in cui il territorio veniva funestato da scorrerie piratesche e da bande di mercenari sicchè, nel momento del pericolo, monaci e fedeli potevano trovarvi rifugio.
L’invaso, interamente scavato nella roccia, misura m. 9 x 5,20 e la volta, sorretta da due pilastri, è alta m. 2,60. Vi sono due altari scavati nella roccia. Il primo, quello della navata centrale, è affrescato con una scena della crocifissione (il Crocefisso, la Vergine e San Giovanni Evangelista). Tra l’altare centrale e quello a sinistra è affrescata la scena dell’Annunciazione. L’altare della navata sinistra contiene l’affresco più antico raffigurante San Giovanni Evangelista. Sulla parete destra si scorge la figura dell’Arcangelo Gabriele, mentre sulla parete settentrionale è leggibile un volto muliebre. Il soffitto della cripta conserva ancora un’ampia superficie affrescata dalla quale emerge un cielo stellato con stelle a otto punte e al centro una delicatissima scena sentimentale.
E’ noto che i calogeri basiliani affrescarono riccamente le loro dimore, ricoprendo di immagini le absidi, i pilastri, le pareti laterali, gli archi e talvolta i soffitti adottando un’iconografia bizantina che prescriveva un’immagine statica e bidimensionale. Con il progressivo distacco dall’Oriente questa iconografia si evolse dando maggiore consistenza e vigore alle immagini che lentamente acquistarono una disposizione scenografica di tipo tridimensionale.
Questa evoluzione raffigurativa, adottata dalla scuola pittorica italo-greca sorta in San Nicola di Casole presso Otranto, influenzò molti artisti meridionali vissuti prima di Giotto e costituì un momento di transizione tra l’arte orientale e quella occidentale. E’ questo, quindi, il caso degli affreschi della cripta di San Michele Arcangelo; affreschi “bizantineggianti” e non più bizantini dove il movimento e la drammaticità scenica di alcune figure sono assai lontane dall’impersonalità che emerge dai dipinti realizzati nei secoli precedenti, la cui connotazione prevalente fu quella di una piatta frontalità e di una statica ieraticità.

inglese The crypt

The crypt is located near Masseria Monaci in the south-east of Copertino. The structure dates back to 1314, when Roberto D’Angiò reigned and the Copertino farmhouse was still part of the Hellenistic area of Salento. As can be seen from the dedicatory inscription placed inside it and recorded for the first time in 1982 by the scholar Andrè Jacob, this structure was built for “devotion of the knight Sourè, his wife and his children” and made to paint by Nicola and his son Demetrio da Soleto “.
The construction of the hypogeum, which occurred two centuries after the iconoclastic persecution, had to perform not only cultural functions, but also those of security in times when the territory was ravaged by pirate raids and bands of mercenaries so that the monks and the faithful could find shelter in the moment of danger.
The vault, completely excavated in the rock, measures 9 x 5.20 meters and the vaulted ceiling, supported by two pillars, is high 2.60 meters. Two altars are carved into the rock: the first, situated in the nave, is frescoed with a crucifixion scene (the Crucifix, the Virgin and St. John the Evangelist) while the Annunciation scene is frescoed between the central altar and the left one. The altar of the left aisle contains the oldest fresco depicting St. John the Evangelist. On the right wall one can see the figure of the Archangel Gabriel, while a female face can be seen on the northern wall. The ceiling of the crypt has still a large frescoed surface from which emerges a starry sky with eight-pointed stars and in the middle a very delicate sentimental scene.
It is known that Basilian monks decorated their dwellings richly, covering the apses, the pillars, the side walls, the arches and sometimes the ceilings by images, adopting a Byzantine iconography that established a static and two-dimensional image. With the progressive detachment from the East this iconography evolved giving greater consistency and vigor to the images that acquired a three-dimensional scenographic arrangement slowly.
This depictive evolution, adopted by the Italo-Greek pictorial school founded in San Nicola of Casole near Otranto, influenced many artists from the South of Italy who lived before Giotto and constituted a transitional moment between oriental and western art. This is therefore the case of the frescoes in the crypt of San Michele Arcangelo: frescoes imitating the Byzantine style where the movement and dramatic stage of some figures are far from the impersonality that emerges from the paintings made in previous centuries, in which flat frontality and a static hieraticity were the prevailing connotation.

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ESTATE 2017 Laboratorio di divulgazione astronomica

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Seminari divulgativi e osservazioni telescopiche
ESTATE 2017 – organizzato da   Centro Ricerche Astronomiche  Lecce

CALENDARIO E PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’
Torre di Torre Lapillo

Sabato  1 luglio
Ore 20:00

Seminario: Saturno e le sue lune (Antonio Congedo).
Orientamento fra le costellazioni e gli oggetti celesti del periodo (Francesca Strocchio)
Osservazioni telescopiche: Saturno, Giove, Luna, ammasso stellare aperto M11, detto “ammasso dell’anatra selvatica” (Guido Pignatiello)

Sabato 15 luglio
Ore 17:00

Seminario : Il Sole, la nostra stella (Antonio Congedo).
Osservazioni telescopiche dell’attività sulla superficie solare (Guido Pignatiello, Ferdinando De Micco).

Ore 20:00

Seminario: Giove, il gigante gassoso (Antonio Congedo).
Orientamento fra le costellazioni e gli oggetti celesti del periodo (Francesca Strocchio).
Osservazioni telescopiche: Saturno, Giove, la “nebulosa anello” M57, nella costellazione della Lira (Guido Pignatiello)

Sabato 29 luglio
Ore 17:00

Seminario : Il Sole, la nostra stella (Antonio Congedo).
Osservazioni telescopiche dell’attività sulla superficie solare (Guido Pignatiello, Ferdinando De Micco).

Ore 20:00

Seminario: La formazione dell’Universo (Antonio Congedo).
Orientamento fra le costellazioni e gli oggetti celesti del periodo (Francesca Strocchio).
Osservazioni telescopiche: Giove, Giove, Luna, la stella doppia Albireo, con il fascino dei suoi colori (Guido Pignatiello)

Sabato 12 agosto
Ore 17:00

Seminario : Il Sole, la nostra stella (Antonio Congedo).
Osservazioni telescopiche dell’attività sulla superficie solare (Guido Pignatiello, Ferdinando De Micco).

Ore 20:00

Seminario: Comete, asteroidi e meteore (Antonio Congedo).
Orientamento fra le costellazioni e gli oggetti celesti del periodo (Francesca Strocchio).
Osservazioni telescopiche: Saturno, ammasso stellare aperto M11, detto “ammasso dell’anatra selvatica”  (Guido Pignatiello).

Sabato 19 agosto
Ore 20:00

Seminario: Esopianeti ed abitabilità planetaria (Francesca Strocchio).
Orientamento fra le costellazioni e gli oggetti celesti del periodo (Antonio Congedo).
Osservazioni telescopiche: Saturno,  ammasso stellare globulare M13, nella costellazione di Ercole (Guido Pignatiello).

Sabato 26 agosto
Ore 20:00

Seminario: La Via Lattea (Antonio Congedo).
Orientamento fra le costellazioni e gli oggetti celesti del periodo (Francesca Strocchio).
Osservazioni telescopiche: Saturno, ammasso stellare aperto M11, detto “ammasso dell’anatra selvatica” (Guido Pignatiello)

Buon compleanno Dea nasa
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DUE SORRISI TRA LE STELLE

sorrisi

Risolto il mistero del sorriso della Gioconda: Monna Lisa non è ambigua ed enigmatica, come si è detto per secoli, ma semplicemente contenta….

leggi tutto da  ANSA

Mona Lisa is always happy – and only sometimes sad…

leggi tutto da  NATURE.COM

Buon compleanno Dea nasa
Nasa hubble our place in space

Our Place in Space

ourplaceOur Place in Space to launch in Venice

Astronomy and art combine in a brand new Hubble-inspired exhibition

 

DALL’1 FEBBRAIO A VENEZIA

Nasa hubble our place in space

 L’arte di Hubble sul Canal Grande

Su iniziativa della Nasa e dell’Esa apre a Venezia una mostra unica nel suo genere, ”Our Place in Space”: uno strabiliante viaggio nelle profondità del cosmo attraverso le immagini del telescopio Hubble, accompagnate da opere create ad hoc da una decina d’artisti italiani contemporanei [leggi l’articolo…]

Our Place in Space to launch in Salento

da Atlante Astronomico Salentino al Museo Faggiano Pubblicato il 16 dicembre 2012

L’associazione C.R.A. (Centro Ricerche Astronomiche “ Isaac Newton “) di Lecce, diretta dal Dott. Guido Pignatiello, ha organizzato, presso il Museo Faggiano (di Luciano Faggiano, Via A. Grandi 56), un giornata di presentazione della mostra fotografica “Atlante Astronomico Salentino”.
L’obiettivo della mostra, su idea dell’astrofilo Ferdinando De Micco, è quello di avvicinare il grande pubblico alle bellezze dell’Universo attraverso un parallelismo tra spazio vissuto e spazio visivo, per mezzo di attività senso – percettive.
Il percorso prevede il “racconto” dell’evoluzione della Stella variabile V838 Monocerotis (situata nella costellazione dell’Unicorno a circa 20000 anni luce dal Sistema solare), e si servirà di pannelli fotografici esplicativi in parallelo alla storia del museo Faggiano.
Si partirà dal livello 0, della composizione stratigrafica (V sec. a.C. – epoca Messapica) dell’edificio per proseguire nei diversi livelli di costruzione delle epoche storiche successive. L’itinerario si concluderà, poi, sul terrazzo dell’edificio nell’antica Torre di avvistamento, con l’osservazione diretta del Sole, grazie all’utilizzo di telescopi solari.
L’Atlante Astronomico Salentino e la composizione fotografica relativa mostra fotografica, è stata realizzata in occasione dei 20 anni di attività del telescopio spaziale Hubble e fa parte della collezione dell’Hubble Pop Culture Contest ESA/Hubble.
L’iniziativa sancisce la collaborazione dell’associazione C.R.A. di Lecce e del Museo Faggiano per l’organizzazione di attività astronomiche-divulgative e la promozione del territorio salentino.

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